Cosima Bucarelli

Cosima Bucarelli Non È Cercare Nuove Terre Ma Avere Nuovi Occhi

Hypermaremma è lieta di presentare Non È Cercare Nuove Terre Ma Avere Nuovi Occhi, il nuovo progetto site-specific di Cosima Bucarelli.

 

Non È Cercare Nuove Terre Ma Avere Nuovi Occhi, è un titolo che Cosima Bucarelli ha incontrato per caso, leggendo una frase di Marcel Proust incisa su una parete di tufo nei pressi di Sovana. In quel luogo, dove la scrittura si confondeva con la pietra e con il paesaggio, la frase ha assunto per l’artista un significato particolare. Non è necessario cercare altrove per scoprire qualcosa di nuovo, ma imparare a guardare ciò che già esiste con uno sguardo diverso.

 

È proprio attraverso questo approccio che l’artista si confronta con la Tomba dei Demoni Alati, nella necropoli etrusca di Sovana, da cui prende avvio l’opera – mettendo in relazione il mito antico, la materia e il paesaggio di Cosa. Databile alla seconda metà del III secolo a.C., la tomba presenta sul frontone una figura di demone marino alato dalla coda pisciforme, scolpita nel tufo e identificata dalle fonti come Scilla o Tritone. A partire da questa immagine, legata all’immaginario funerario e al tema del passaggio nell’aldilà, l’artista sviluppa una personale riflessione sulla figura della sirena.

 

Dalla terra emergono due code in tufo: una appena accennata, conservata nella sua matericità più grezza; l’altra definita dall’innesto di due pinne in rame. Il riferimento archeologico non viene riprodotto, ma rielaborato attraverso un linguaggio scultoreo essenziale, capace di riattivare la memoria del mito nel sito di Cosa.

 

L’opera si completa nel gesto di chi la attraversa: il pubblico è invitato a offrirle dell’acqua, che dalla scultura scende nel terreno e raggiunge le seed bombs interrate, piccole sfere di argilla, compost e semi di fiori.

Comunicato Stampa