Io ballo da solo
Antonio, collezionista — Poderi di Montemerano (GR)
Che poi questa casa io la preferivo com’era quand’ero bambino, ma mia moglie ha insistito tanto, perché l’ampliamento del corpo centrale e la ristrutturazione del fienile, che era stato il primo studio che ricordo di papà, fossero progettati da Bjarke Ingels. Se mi piace il risultato? Certo che mi piace, ma la preferivo prima.
In quel fienile, e forse, proprio per questo mia moglie ha voluto metterci mano, io ci ho perso la verginità. Ricordo ancora l’odore dei materiali, il frinire dei grilli e Adele che cedeva ad ogni passo gli indumenti tra le sculture ancora da finire. Fortunatamente non ho mai detto a mia moglie chi fosse stata la prima ragazza con cui ho fatto l’amore, diciamo che è un po’ gelosa, ma ci amiamo.
A Poderi tutti conoscono i Del Poggio, i vecchi ricordano le stranezze di mio padre e altri ricordano e mormorano ancora di quanti soldi avesse perso con le carte, ma tanto c’era sempre qualche mecenate pronto a saldare i suoi debiti in cambio di qualche pezzo in anteprima.
Il lato positivo è che finalmente potrò tenere tutta la collezione dei bustini gesso in stile “canoviano” dei miei eroi contemporanei e sotto al techno-fienile potrò installare i server a bassa temperatura della mia raccolta di NFT, che a dire il vero colleziono prima ancora che la gente li chiamasse così.
Quando ho cominciato usavo enormi hard disk che se ci penso mi vien da ridere; la grandezza di un tomo per la capacità di 256 MB e oggi posso tenere in tasca 4TB. Il primo di questi hard disk mi è caduto durante un trasloco, mi dissero che non potevo più recuperare i dati. Poca roba, solo ventuno mila icone in png. Oggi quell’hard disk è sigillato in un blocco di cemento, un omaggio dell’artista Otto von Kerl, che se non fosse che è un cazzone potrebbe essere un fuoriclasse.
Courtesy Antonio Guiotto